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Il cimitero di Via Galcianese

La Compagnia del Pellegrino, la Misericordia attuale, aveva già dal 1631 un cimitero fuori dalla Porta Fiorentina, costruito su concessione del Granduca Ferdinando II per seppellire i morti della peste a Prato (1629-1632).

Molti dei morti a causa del contagio trovarono sepoltura nella Chiesa della Compagnia.
E i morti furono molti, la piccola Chiesa non era più in grado a contenerne, e così la Compagnia chiese al Granduca di poter costruire un cimitero, richiesta accolta il 22 giugno 1631.
Tanta era la necessità di dare inizio alle sepolture che il terreno non fu neppure recintato (lo sarà solo nel 1746).
Fu subito eretta, però, una cappella intitolata a S. Rocco.

In quel cimitero trovarono sepoltura oltre 600 morti.

Nell’adunanza del Consiglio del 3 aprile 1871 la Misericordia venne nella deliberazione di costruire un nuovo Cimitero e il 29 settembre 1874, il Vescovo Marcello Sozzifanti, consacrava il nuovo Cimitero
La Chiesa, sotto il titolo del SS. Redentore, era stata consacrata due giorni prima dal canonico teologo Baldassarre Mazzoni. Il 30 agosto 1896 venne benedetto il secondo recinto.

Nel si è iniziata la costruzione del terzo recinto.
Nel 1967 si è iniziata la costruzione del quarto recinto.
Nel si è iniziata la costruzione del quinto recinto.

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Arciconfraternita
della
Misericordia
di Prato